Vincenzo Vavuso: il sonno della ragione, cromostruttura - Arte concettuale Salerno | Vincenzo Vavuso

Vincenzo Vavuso
Vai ai contenuti

Menu principale:

File


torna a
cromostrutture



 



Titolo opera: Il sonno della ragione
Anno di realizzo: 2014
Tecnica: Cromostruttura
Dimensioni: cm 76x46x38
Relazione tecnica: Prof. Franco Bruno Vitolo

 
il sonno della ragione


Descrizione  
Cromostruttura di cm 76 x 46 x 38, formata da un frammento di albero deformato, ricurvo, dalle cui estremità si stendono piccoli virgulti. A destra, i rami si protendono verso l’alto, quasi a cercare aiuto, a sinistra, su uno strato meno accidentato sui legni è poggiato un libro aperto, bruciacchiato e gualcito, sulla cui estremità, quasi in sospensione sulle onde delle pagine, si trovano i resti di un paio di occhiali, con un cerchio vuoto ed un altro regolarmente fornito di una lente, che però è frantumata in più punti.

Significato e messaggio
Come gli altri lavori della serie “Rabbia e Silenzio”, Il sonno della ragione intende denunciare il violento attacco a cui sono sottoposti sia la Natura, qui rappresentata dalla ramificazione arida e bruciacchiata, sia la Cultura, la Conoscenza e l’Arte, qui simboleggiate dalle pagine di libro.  Esse sono deformate, distorte, soffocate dall’Indifferenza e dall’Incultura e, nel momento in cui oltre le aggressioni traspaiono i segni della trascorsa e naturale Grandezza delle due entità, la scena si trasforma in una grottesca deformazione del Bello allo stato puro.
Non solo disperazione o denuncia, però. Gli occhiali collocati sul libro nella loro frantumazione esprimono l’autolesionistico atteggiamento dell’uomo che così facendo si impedisce di “vedere”, ma nello stesso tempo, attraverso la conservazione di una lente, pur se lesionata, rappresentano la possibilità e la speranza che l’Uomo, recuperando la ragione, possa tornare finalmente a “vedere” , recuperando la sua naturale Dignità

Valore del titolo
Il titolo è un esplicito richiamo alla celebre frase di Goya “Il sonno della ragione genera mostri”. In questo caso il “mostro” è rappresentato dalla negazione autolesionistica ed irrazionale che l’Uomo opera rispetto alle potenzialità positive della Natura e della Cultura, strumento assoluto della Dignità e della facoltà della Conoscenza, che permettono all’uomo di essere tale, distinguendosi dagli altri esseri animati.







 
vincenzovavuso@vincenzovavuso.it
Copyright 2014
Torna ai contenuti | Torna al menu