Michele Sessa giornalista Salerno | Vincenzo Vavuso - Arte concettuale Salerno | Vincenzo Vavuso

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Michele Sessa

L’arte, che si fa con la tecnica consumata e con il pensiero, conduce l’uomo per mano fino alla sorgente del mistero. Per l’uomo, l’Arte è religione che continuamente pone problemi che pure sembrano insolubili, perché fare Arte è come avvicinarsi alla Verità. L’Arte, quindi, segreto della vita, necessità interiore, è anche conflittualità antica perché l’ispirazione si cela nel cuore e nella mente dell’artista il quale, dal suo logico punto di vista è sempre alla ricerca del nuovo e del bello. L’artista, pertanto, è continuo secessionista, promotore che favorisce la secessione per assecondare il rinnovamento del gusto. È per questo, allora, che l’Arte diventa progetto audace è provocante, un segno che si erge contro altri segni, senza la pretesa di essere illustrato o raccontato, perché vuole solamente ( e non è gioco) essere fruito, usato, vissuto. Riconosciuto e sublimato perché esiste! Il Segno ed il Colore, come la gioia di scrivere, e, come la parola narra e illustra, così la Pittura diventa poesia silenziosa! Ora, però, veniamo alla dinamica pittura di Vincenzo Vavuso, una pittura ricca di colore materico che fuoriesce dalle schematizzazioni perché ispirata da una moderna poetica pittorica, frutto dell’istinto della specola di un animo altamente creativo e mai artificioso. Un linguaggio nuovo quello del Vavuso come un alfabeto che unisce, che fa pensare e sperare: un colore quale musica per l’occhio! Una intuizione scientifica che, pertanto, diventa invenzione estetica, con una figura “in nuce” elaborata nella camera della sua mente, proprio ai limiti della “figura”. La maestria e la invenzione sono nel fantasioso dominio del colore che suggestiona. Visioni che la pittura di Vincenzo Vavuso cerca di fissare grazie ad un piacevole uso del colore come avviene in “FLY” o in “LACERAZIONI”. Ammirare “PROFONDITA’ MARINE”, “TEMPESTA NEL COSMO” …. Nel settore enigmatico come per l’astratto, per avere autorità è necessario dare grazia col colore, alla favola e allo spettacolo. Un magnetismo ed un manierismo che, per un improvviso miracolo, con un’arcana forza dirompente diventa più vero del vero. È motivo, estroso è dinamico, per esaltare memorie e sensazioni dove tutto vibra. Novello senso di fare pittura, quello di Vavuso portato avanti con convinzione ed occhio vigile. Visioni interiormente ribollenti e polemiche simboliste, accenti struggenti negli impasti corposi per sintesi drammatiche e significative, come nella “COLATA DI FANGO”. La pittura è il vero amore di Vincenzo Vavuso perché gli permette di esprimere il senso del “mistero” che è in lui; quel mistero di una profonda bellezza che la Natura, di volta in volta, gli ispira. Nella violenza aggrovigliata dei colori, nascono e muoiono le cose nella caotica civiltà. Vincenzo Vavuso, innovatore? Vincenzo Vavuso, informale? Vincenzo Vavuso, pittore della secessione? Certamente il Vavuso guarda e immagina scoprendo un qualcosa di intenso e di vero e, tale come sente, fissa sulla tela. Come in “TURBOLENZA”.


 
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