Massimo Ricciardi critico d'arte | Vincenzo Vavuso - Arte concettuale Salerno | Vincenzo Vavuso

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Massimo Ricciardi

Una grande passione per l’arte e quella in particolare per la pittura dell’Ottocento, hanno spinto Vincenzo Vavuso alla realizzazione di questo volume. Il suo grande amore per l’arte gli è apparso a tratti quasi incontenibile, per il vigore e l’entusiasmo con cui i pensieri su artisti ed opere affioravano nella sua mente. Egli ha deciso, pertanto, di chiedermi qualche suggerimento ed opportune indicazioni, affinché le sue appassionate riflessioni avessero maggiore organicità e prendessero forma concreta. Si trattava in effetti di pensieri e considerazioni interessanti, che andavano sviluppati in maniera ordinata e secondo un percorso che Vincenzo Vavuso ha poi tracciato in maniera coerente ed organica. Un percorso che, partendo dalla Napoli dell’Ottocento, è giunto fino all’arte contemporanea, con riferimento particolare agli esponenti più significativi dell’area geografica campana. L’autore ha così potuto rendere concreta, con questo volume, quella che era solo un’idea astratta: comunicare ed esternare con entusiasmo e competenza la propria esperienza di collezionista ed appassionato di arte. Al riguardo, utili ed interessanti mi sono parsi i consigli di carattere pratico che il Vavuso ha ritenuto opportuno inserire nella pubblicazione, in coda all’excursus storico artistico, per gli appassionati neofiti. D’altronde tra i motivi per cui ho aderito con piacere a questo invito, vi è quello che la sua encomiabile iniziativa, sorretta da un sincero e contagioso entusiasmo, mi è sembrata utile per la diffusione di un rinnovato interesse per la pittura, meritando pertanto di essere sostenuta. Le considerazioni e le analisi dell’autore, puntuali e minuziose soprattutto sulle opere degli artisti nostrani, più vicini alla sua esperienza diretta ed al suo gusto collezionistico, mi hanno ricordato spesso il trasporto emotivo con cui Winckelman descriveva l’Antinoo o l’Apollo del Belvedere. Come non pensare, inoltre, alla “sindrome di Stendhal” quando Vincenzo Vavuso descrive le sue profonde e sconvolte reazioni emotive dinanzi alla ineffabile bellezza di alcune opere? Certamente nelle intenzioni dell’autore non vi era quella di cambiare il corso della storia dell’arte, come fecero gli scritti del grande storico tedesco del Neoclassicismo, né di lasciare un segno indelebile nella letteratura, come avvenuto con l’autore della Certosa di Parma. Tuttavia la passione e l’amore per l’arte, con cui Vincenzo Vavuso ha realizzato questo volume, non sono inferiori a quelli espressi nelle loro opere da questi illustri predecessori.

 
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