Liber-Arsi - Arte concettuale Salerno | Vincenzo Vavuso

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vetrificata



 
 



Titolo opera: Liber-Arsi
Anno: 2015
Tecnica mista
Dimensioni: cm 70x86x62
Relazione tecnica: Prof. Franco Bruno Vitolo

 


Scultura formata da pagine di giornale modellate e cristallizzate.
Occupando spazi fisicamente e percettivamente molto più ampi della base rettangolare di appoggio, sottile e non particolarmente estesa, erompono in plastico movimento sette blocchi dorati di giornali più o meno ripiegati, gualciti e bruciacchiati, uniti tra loro in modo da formare un insieme molto solido e compatto e nello stesso tempo artisticamente modellato.
Il blocco inferiore forma quasi un secondo appoggio, ma decisamente più alto e meno geometrico di quello rettangolare. Ortogonale a questo, un secondo blocco fa da sostegno all’intreccio dei tre superiori, di cui due, collocati parallelamente alle due basi, sono uniti tra loro in un incavo sottile, nel quale, in direzione ortogonale, si colloca un quinto blocco, formato da giornali avvolti su se stessi, quasi arrotolati, e più visivamente identificabili come copie de La Città.
Le tre parti superiori, viste nel complesso della scultura, assumono così le sembianze di ali in volo.
Il degrado della Cultura e la decadenza della lettura, caratteristica dell’intera mostra, sono rappresentate dalle bruciature e dalle gualciture che pervadono quasi indistintamente tutte le parti dell’opera, con intensità però decrescente a mano a mano che le forme si innalzano verso l’alto.   
In questa dimensione il messaggio prende corpo unitamente al gioco di parole del titolo. Liber – arsi è composto dalla parola latina liber, che significa libro, e dal participio aggettivale arsi, che sia in latino che in italiano significa bruciati. I due termini grammaticalmcnte non sono compatibili, ma concettualmente sì, in sintonia con la denuncia vavusiana dell’attacco sociale alla Cultura. Letti insieme, però, formano la parola liberarsi, che è la chiave di lettura delle forme in volo della parte superiore.
La liberazione non può avvenire se non attraverso un rinascimento culturale ed un rilancio della lettura dei giornali, in cui La Città può svolgere un ruolo demiurgico.
Se questo messaggio rimane nella mente dello spettatore, nell’occhio si imprime con forza il vorticoso impatto visivo delle forme che progressivamente si riavvolgono in volo in una artistica dimensione di aerea levità.


 
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